Ingoiare pilloline di merda.

14 Ago

Ed eccomi qui, a casa, la sera di ferragosto, con lo stesso identico programma per domani.

Ho sempre detestato questa cosiddetta festa, ancora più del Natale. Perché se a Natale puoi confonderti in mezzo agli ennemila cugini e zii e passare inosservata, a ferragosto non si scappa: se sei solo come un cane si vede.

E io sono un cane.

Internamente sono un concentrato di rabbia, recriminazioni, odio e disprezzo. Ultimamente il gruppo che frequentavo si è sfaldato. Alcuni che credevo vicini si sono allontanati inspiegabilmente, o forse non troppo: probabilmente all’interno di quel gruppo eravamo qualcosa, al di fuori nulla. E io sono troppo orgogliosa per cercare di ricomporre i pezzi. Se mi vedo rifiutata una volta, non riesco a passarci su. Mi ritengo ferita e aspetto sempre che siano gli altri a fare un passo, e questo passo a volte arriva, e a volte no. Ho un carattere di merda, che odio negli altri, e che io stessa riesco a superare quando mi sento in forma; e vabbè, non ha risposto al messaggio, che sarà mai, mandiamogliene un altro. La scarsa autostima è una vera tragedia che non ti lascia mai in pace definitivamente.

Sono una vera e propria fallita. Ancora faccio troppe cose con i miei genitori, il che mi fa sentire sempre fuori posto e inadeguata. Non dovrei più vivere con loro, ma andare a stare sola mi porterebbe ancora di più all’isolamento, passerei interi fine settimana senza rivolgere la parola ad anima creata.

Mi sento sempre giudicata. Perché vivo coi miei, perché sono single, perché non esco abbastanza, perché non faccio carriera, perché sono io.

Ah, già. Sono single. Ho definitivamente messo un punto. Dopo due mesi di stress continuo per uscire a qualunque ora del giorno e della notte anche con 40 gradi all’ombra, e tirate epiche perché ‘un rapporto di coppia così non potrà funzionare se tu non hai voglia di vedermi’, mesi in cui la Fidanzata Vera era stata fuori per lavoro, ho deciso di mettere un punto, visto che la suddetta F.V. è tornata e si è andata a reinstallare a casa sua senza che lui riesca a dirle che non può farlo. E quindi adios. L’ennesima presa per il culo.

Non saprei neanche dire come mi sento. Inutile certamente. Schifosa per tutto il rancore che provo, e cerco il più possibile di dissimulare e inghiottire per cercare di essere una persona meno frustrata, meno cattiva. Ma l’aura è negativa, e si avverte.

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Una Risposta to “Ingoiare pilloline di merda.”

  1. BlackTea settembre 7, 2017 a 7:22 am #

    Pur essendo fondamentalmente una persona solitaria, che dice di non aver bisogno della compagnia altrui per stare bene, in passato mi sono sentita realmente viva a far parte di un gruppo, e quando questo si è sfaldato, mi sono sentita ferita e rifiutata anche io, ed ho aspettato anche io che gli altri facessero il primo passo, primo passo che non è mai arrivato. E quando quel primo passo, raramente, l’ho fatto io, mi sono sentita ancor più rifiutata: ho sempre avuto l’idea che gli altri componenti del gruppo avessero ormai cose ben più importanti alle quali pensare, che il momento per stare insieme ormai era passato, e mi sono sentita una fallita anche io, una sfigata.
    La mancanza di autostima è la chiave di tutti i nostri mali, hai ragione. Io sto adottando una condotta di evitamento, ed in parte funziona, anche se questo è un meccanismo di difesa che un occhio esperto considererebbe disfunzionale: cerco di fregarmene delle vite degli altri. Per me non esistono più social. Non cerco più notizie. Non faccio più domande per soddisfare la mia curiosità morbosa sull’avanzamento di carriera di tal tizio o tizia. Cerco, mi sforzo di non pensare a tutto il tempo che ho perso e sto perdendo. A quanto è stato stronzo quel ragazzo che mi ha ingannata, che mi ha riavvicinata facendo traballare il mio equilibrio, e che il giorno dopo si era già trasferito in una nuova casa con la compagna: io sono stata solo un modo per togliersi ogni dubbio sul grande passo cbe staca compiendo. Cerco di non pensare a quanta bellezza e magrezza c’è nel mondo. È dura fregarsene di tutti e pensare solo a noi stessi, con le nostre qualità e le nostre disgrazie. Il più delle volte ciò riesco a farlo solo se sono chiusa tra quattro mura, senza persone intorno, e questo porta solo all’isolamento. Stare lontani dai social però aiuta davvero.
    Peccato siamo geograficamente lontane, potremmo farci compagnia con tutta la nostra rabbia, disprezzo, paturnie.

    BlackTea

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